5 Ottobre 2009

Movimentazione Manuale dei Carichi, cosa cambia?

Durante un sopralluogo, mentre stavo raccogliendo dati per una Relazione tecnica sulla Movimentazione dei Carichi, si avvicina il capo reparto e mi chiede: - Ingegnere, allora quanto posso far “tirare su” ai mie ragazzi? - e continua - Quà comunque non ci sono problemi, tutti i sacchi sono a norma, vede? Pesano 25 Kg!

Beata 626, l’unica cosa che è riuscita a far capire in tutto il testo del Titolo V e dell’Allegato VI,  è stata che il peso era da considerarsi limite se superava 30 Kg.

E pensare che quei 30 Kg ce li siamo inventati noi italiani, e non sono nè presenti esplicitamente nella Direttiva 90/269/CE, nè vi sono indicati implicitamente. Il nostro legislatore, però, si è sentito in dovere di dare delle indicazioni nell’allegato VI. Come elementi di riferimento per il rischio dorso-lombare, ad una traduzione corretta della frase “il carico è troppo pesante” ha voluto aggiungere, tra parentesi, 30 kg. Ricordate? da quel momento sono spariti i bei sacchi di cemento da 50 kg e sono comparse le confezioni da 25 kg.

Ma questo basta? Proviamo a vedere.

Anche se conl’introduzione del D.Lgs. 81/08 sembra che per la Movimentazione Manuale dei Carichi non sia cambiato nulla, se guardiamo approfonditamente i tre articoli del Titolo VI (167, 168, 169), alcuni punti chiave sono stati introdotti.

Articolo 167 comma 2: Ai fini del presente Titolo, s’intendono: a) movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari; b) patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.

1. E’ già una innovazione radicale, non parliamo più di patologie dorso-lombari, ma di patologie da sovraccarico biomeccanico. Entra in gioco tutto lo studio nel NIOSH americano per il rachide, ma anche dell’EPM di Milano per gli arti superiori. Il tutto è confermato con la lettera b) ove non si parla più solamente di lesioni a carico delle stutture osteomiotendinee …. a livello dorso-lombare, ma di patologie da sovraccarico biomenccanico di TUTTE le stutture e distretti che possono essere coinvolti.

Articolo 168 comma 3: Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del presente articolo e dell’ALLEGATO XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.

2. Abbiamo delle indicazioni chiare, per la valutazione del rischio occorre fare riferimento alle Norme Tecniche, e visto che ci sono e sono specifiche, il valutatore non può scegliere, deve usare quelle indicate.

Allegato XXXIII: Premessa (non c’era nella 626) La prevenzione del rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari, connesse alle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi dovrà considerare, in modo integrato, il complesso degli elementi di riferimento e dei fattori individuali di rischio riportati nel presente ALLEGATO.

3. Ciò significa che per una corretta valutazione non possiamo considerare distintamente e separatamente gli elementi di riferimento, dobbiamo integrarli. Non è solo il peso che crea il rischio, è come viene spostato, è conseguenza dell’ambiente di lavoro, è da chi è spostato, il tutto visto globalmente.

Allegato XXXIII: Riferimenti a Norme Tecniche Le norme tecniche della serie ISO 11228 (parti 1-2-3) relative alle attività di movimentazione manuale (sollevamento, trasporto, traino, spinta, movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza) sono da considerarsi tra quelle previste all’articolo 168, comma 3.

4. E a questo punto non c’è più da discutere quando un testo di legge inserisce le Norme Tecniche di riferimento citando numero e sottoparti, non abbiamo più possibilità di scegliere. Il metodo NIOSH pubblicato nel 1994 e contenuto in queste norme, diventa ufficialmente la metodologia unica da utilizzare pe la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico per il rachide.

Una singolarità e  curiosità di queste norme, in particoalre della 11228 parte 1 (lifting). Quando si parla di distretti coinvolti con il sollevamento di carichi è citato chiaramente il disco intervertebrale (lo sapevamo), ma la norma precisa che il calcolo del peso raccomandato è valido per la popolazione adulta e sana, tenendo distinti gli adolescenti e i cosidetti “old labour”. Non so voi che state leggendo, ma io mi sono sentito invecchiare di colpo quando ho scoperto che “per norma” i lavoratori anziani (almeno per quanto riguarda il rachide, e per  la popolazione americana utilizzata per questi studi) sono quelli che hanno superatoi 45 anni!

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4 Commenti a “Movimentazione Manuale dei Carichi, cosa cambia?”

  1. Francesco Cuccuini scrive:

    “[..] Quà comunque non ci sono problemi, tutti i sacchi sono a norma [..]“… hanno le maniglie.

    :-(

  2. Marco Placci scrive:

    Effettivamente, spesso, la presenza di maniglie viene considerata una condizione sufficente per movimentare il carico. Purtroppo anche le maniglie hanno delle regole ben precise!!!!

  3. Riccardo Coletti scrive:

    da che mi risulta, le ISO 11228 sono solo in inglese, qualcuno è a conoscenza di una buona traduzione in italiano?

  4. Marco Placci scrive:

    In effetti le ISO 1128 per ora sono solo in inglese. Come Unità di Ricerca EPM di Milnao le stiamo traducendo per conto dell’UNI. Il lavoro è in fase di ultimazione, probabilmente verranno pubblicate dall’UNI all’inizio del 2010. E’ in fase di revisione, aggiornamento e pubblicazione, sempre a cura del Gruppo EPM, anche il “famoso” Dossier/Manuale sulla MMC dell’Associazione Ambiente e Lavoro (pubblicato nel 1996) che conterrà alcuni paragrafi interpretativi delle tre parti della Norma. Se hai bisogno di chiarimenti sentiamoci, non ci sono problemi.

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